WebP e AVIF sono i due formati immagine che stanno ridisegnando il web moderno. Entrambi comprimono molto meglio di JPEG e PNG, entrambi supportano trasparenza e animazione, ed entrambi sono ormai ampiamente supportati. Quindi, se stai modernizzando le tue immagini, quale dovresti usare davvero?
La risposta onesta è spesso "entrambi", ma capire in cosa differiscono ti permette di fare la scelta giusta in ogni situazione. Questa guida confronta WebP e AVIF sugli aspetti che contano nella pratica: compressione, qualità, supporto dei browser, velocità di codifica e funzioni.
La risposta breve
Se vuoi i file più piccoli possibile e ti rivolgi a un pubblico moderno, di solito vince AVIF. Se vuoi la massima portata e il flusso di lavoro più semplice e veloce, WebP è la scelta predefinita più sicura. Per la maggior parte dei siti web l'approccio migliore è non scegliere affatto: offri AVIF con un fallback WebP e, sotto di esso, un fallback JPEG o PNG, lasciando che ogni browser scarichi la versione migliore che è in grado di supportare.
Il resto di questa guida spiega perché.
Da dove arriva ciascun formato
WebP è stato creato da Google e rilasciato nel 2010, basato sul codec video VP8. Ha avuto più di un decennio per maturare, e ciò si vede nel suo ampio supporto e nei suoi strumenti stabili.
AVIF è arrivato nel 2019 ed è basato su AV1, il codec video royalty-free di Alliance for Open Media, un gruppo che comprende Google, Apple, Microsoft, Mozilla e Netflix. AV1 è un codec più recente e sofisticato di VP8, ed è la radice del vantaggio di efficienza di AVIF.
Compressione e qualità
A parità di qualità visiva, i file AVIF sono in genere dal 20 al 30 percento più piccoli di WebP e all'incirca la metà di un JPEG comparabile. WebP, da parte sua, è di solito dal 25 al 34 percento più piccolo del JPEG. Quindi la classifica delle dimensioni, dalla migliore alla peggiore, è in genere AVIF, poi WebP e infine JPEG.
Il vantaggio di AVIF è massimo con impostazioni di qualità da bassa a media, dove il suo codec moderno preserva i dettagli ed evita l'effetto a blocchi che i formati più vecchi mostrano quando vengono spinti al limite. Gestisce inoltre con fluidità gradienti e colori uniformi, riducendo il banding che a volte si nota in cieli e ombre. WebP resta eccellente ed è più che sufficiente per la stragrande maggioranza delle immagini, ma AVIF è il leader in efficienza.
Supporto dei browser
Qui WebP mantiene ancora un vantaggio. WebP è supportato in ogni attuale browser principale e lo è da anni, incluso Safari dalla versione 14. Puoi offrirlo praticamente a qualsiasi pubblico senza pensarci due volte.
Anche il supporto ad AVIF è ormai ampio: Chrome, Firefox ed Edge lo supportano da tempo, e Safari lo ha aggiunto nella versione 16.4. Per la maggior parte dei pubblici quella copertura è più che sufficiente, ma poiché una piccola quota di dispositivi più vecchi non è ancora in grado di mostrare AVIF, è saggio prevedere un fallback. L'elemento picture di HTML lo rende banale, quindi il supporto leggermente più ristretto di AVIF raramente è un ostacolo reale.
Velocità di codifica e strumenti
WebP codifica rapidamente e dispone ovunque di strumenti maturi e ben documentati. AVIF, costruito sul più complesso codec AV1, è più lento e più impegnativo per la CPU da codificare, a volte in modo sostanziale ai massimi livelli di compressione. Per una manciata di immagini la cosa è impercettibile; per l'elaborazione di migliaia di immagini in una pipeline di build, la differenza in tempo e costi può contare.
In breve: WebP è la scelta operativamente più leggera, mentre AVIF richiede più potenza di calcolo in cambio di file più piccoli.
Funzioni
Entrambi i formati supportano compressione *lossy* e *lossless*, trasparenza alpha completa e animazione. AVIF va oltre in alcuni ambiti che contano per le immagini di alta gamma: supporta l'alto intervallo dinamico, gamut di colore ampi e profondità di bit maggiori, fino a 12-bit, mentre WebP è limitato al colore standard a 8-bit. Se pubblichi fotografia HDR o opere a gamut ampio, AVIF è l'unico dei due in grado di rappresentarle fedelmente.
WebP vs AVIF in sintesi
| Proprietà | WebP | AVIF |
|---|---|---|
| Basato su | VP8 (Google, 2010) | AV1 (AOMedia, 2019) |
| Dimensione tipica vs JPEG | 25–34% più piccolo | Circa il 50% più piccolo |
| Qualità a bitrate bassi | Buona | Eccellente |
| Supporto dei browser | Universale (Safari 14+) | Ampio (Safari 16.4+) |
| Velocità di codifica | Veloce | Più lenta, più CPU |
| Trasparenza e animazione | Sì | Sì |
| HDR, gamut ampio, 12-bit | No | Sì |
Quale dovresti usare?
Per la maggior parte dei siti web, usali entrambi con una catena di fallback: prima AVIF, poi WebP e infine JPEG o PNG. Ogni visitatore riceve il formato più efficiente supportato dal suo browser, e nulla si rompe sui dispositivi più vecchi.
Se devi scegliere un solo formato, lascia decidere la tua priorità. Scegli **WebP** quando contano soprattutto ampia compatibilità, codifica veloce e un flusso di lavoro semplice: è la scelta predefinita sicura e pratica. Scegli **AVIF** quando la dimensione del file è la priorità assoluta, come per grandi immagini hero, gallerie fotografiche o contenuti HDR, e puoi assorbire la codifica più lenta. Per aiutarti a decidere tra tutti i formati, consulta Come scegliere il formato immagine giusto per il web.
Come creare file WebP e AVIF
Puoi convertire le immagini esistenti senza alcun software. Per WebP, converti da JPG a WebP o da PNG a WebP. Per AVIF, converti da JPG a AVIF o da PNG a AVIF. Se ti serve di nuovo un formato universalmente compatibile, puoi anche convertire da WebP a PNG o da WebP a JPG. Per approfondire, leggi Cos'è WebP e Cos'è AVIF.
